Agostinetti Giuliano

3 novembre 2007

Chi non ha in mente Venezia goduta nei colori delle sue atmosfere, nelle architetture dei suoi palazzi? Chi non può non godere di queste scelte cromatiche, di questi intervalli di luce, di queste finestre sulla natura e sull’ambiente?
Il tipo di stesura a densi tocchi di colore ricorda la gamma cromatica dei divisionisti, ampliata via via e ravvivata da gradienti che ne proiettano la terza dimensione nell’obliquità di alcune coordinate di profondità.
Tale dimensione è distribuita su una scala continua che rimane immutata a causa degli elementi costanti di codificazione, di composizione, di esperienza del colore, risolte a determinare, nel raccordo delle linee essenziali, il taglio figurativo d’insieme. Le figure, così immerse nella luce e nello spazio assumono anche carattere di simbolo, nella loro forza di contemplazione.
Tutto è dosato, i colori, la sobrietà dei volumi architettonici, le atmosfere, rispecchianti la percezione visiva, espressione di significati e di istanze poetiche interiori, senza forzature d’immagine.
È un rinnovato classicismo riorganizzato sulla spontaneità impressionista, con tecnica e  scelta tonale personali. È un mondo di immagini, rivisto in caratteristiche particolari create dai colori.

Dolce S. Zanipolo