Apolloni Paolo

9 ottobre 2010

Una mostra varia nei toni e articolata sulla materia pittorica caricata di valenze per superfici e addensamenti (il collage) per il bisogno espressivo di una involontaria tensione verso l’immagine e l’intreccio astratto appartenente alla storia della pittura contemporanea.
Le disposizioni dei paesaggi, dei profili, il fluire della visione, l’interferenza dei volumi, gli attraversamenti di compresenze, la duttilità del segno e la logica del colore, la relazione tra sfondo ed elementi dipinti, sono costruite su condizioni affermative di equilibri e di intrecci felicemente risolti e persuasivi.
Tutto si muove con disinvoltura nel movimento andante del paesaggio e quello ritmato delle varie figure, compresi i nudi femminili e le teste di cavallo che sembrano toccarsi (i due quadri sulla parete di fondo della Galleria).
Un linguaggio che scopre gli ambienti e le forme nei rapporti più abbordabili tra realtà e astrazione, che trasfigura il naturale nel costruito, facendo tesoro della memoria come spinta della figurazione fatta di segni e di colori, di luce e di ombra, di spazi e di scansioni, di ritmi e di intrecci, di relazioni e di ritorni, in grado di ottenere nell’inquadratura e nel taglio essenziale una resa che ravviva il motivo figurativo.
Il collante è il colore appropriato e intenso, coinvolgente e consapevole della propria funzione di potenzialità figurativa e di cifra astratta

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Bucefalo