Baldessari Guido

12 gennaio 2002

I ritratti atemporali, a tecnica mista e  collage, ritraggono personaggi più o meno noti e identificabili, racchiusi nelle spirali  della memoria e della storia, con le nostalgie e le seduzioni della loro epoca. Essi non ricercano solamente un’identità o un io, ma mettono in luce la struttura del soggetto, in termini di equilibri, di valori, di linee di forza, in modo da assorbirsi e da compiersi in sé e per sé. Perciò il volto non occupa tutta l’ampiezza del quadro perché deve spiegare la propria gloria tramite gli enunciati di autoreferenza….L’antitesi segno-figura ha funzione associativa, la griglia cromatica relaziona la storia, le motivazioni presenti e i significati di scelta. La somiglianza c’è fissata dalle regole e dalla perizia pittorica. Non è però la cosa più importante, perché il primo valore di questi ritratti atemporali è ritrarre, tracciare (tirer), trarre (traire) alla luce alcune marcature costituenti il senso della presenza e dell’epoca più duraturo.