Bulgarelli Lucio

5 febbraio 2005

Bulgarelli ricorre alla pittura per far capire il mistero della realtà ambientale, per indagarla, per arrivare al riferimento più profondo ed evocare l’atmosfera sapientemente incupita in una nebulosa inafferrabilità. Nelle sue periferie industriali, l’evidenza è inequivocabile ed anche la suggestione interpretata in gesto e colore e spesso nel fascino di oscure mitologie. La tavolozza è cupa con colate di colore simili a incrostazioni muffose e nebbiose, alternate a squarci improvvisi e insoliti di luce. Una realtà da rifiutare  e da cambiare, definita emblematicamente, come simbolo espressivo di contraddizioni umane.
La metafora si concentra negli spazi, sviluppando l’elemento tipico con larghe campiture, dal nero al grigio, dai blu agli azzurri, adatti a rappresentare la relazione col problema ambientale, in rapporto al brano di paesaggio, non interpretato in esterni urbano-turistici.
La compenetrazione dei piani e dei volumi è attraversata da bande cromatiche orizzontali, o verticali, inserite tramite l’atmosfera che penetra come una forma impressa dalle potenzialità di quanto esiste all’esterno. In tal modo, le gradazioni e le variazioni di intensità danno vita e impeto alla realtà.
È una storia di domande e di risposte.