Barbiero Paola

7 febbraio 2009

La vita quotidiana è attraversata da immagini che invadono il panorama visivo di ogni ambiente, dando accesso a diverse temporalità, incorporandole all’umanesimo individuale.
Gli attaccapanni e le finestre sull’assenza sono i soggetti della mostra che affermano la verità di cose e di situazioni, non come espediente ma come analisi di struttura in grado di comunicare un contenuto narrativo, di produrre un’emozione, nel passaggio di una classe di valori ad un’altra.
Il segno ed il colore, a volte il collage, eliminano tutte le informazioni non necessarie ad isolare il soggetto come oggetto e si inquadrano nello spazio visivo alla maniera di momento fenomenico e percettivo per la specificazione delle varie situazioni, sempre dipendenti dalla premessa del piano.
La percezione di un realtà viene messa in contatto con una sfera dell’esistente. Perciò lo spazio è concreto, visibile, diviene il pre-esistere dell’atto che lo determina.
In questa specie di pop-art alta, si essenzializzano le cose, a favore del significante, che viene raffigurato, che manifesta una eidos.
Nel complesso, la mostra raggiunge una definita autonomia e una modalità espressiva soddisfacente...
 
19 novembre 2011

La donna: le quattro generazioni. Una lingua di immagini ricca, complicata e mutevole, confortata dal riporto fotografico del volto, in rapporto con la storia e la memoria, delle persone care, legate da vincoli di parentela, di amicizia, o di affinità. Sembra un film diviso in venti fotogrammi, che divengono il ferma-immagini, davanti al quale di possono leggere situazione, sensibilità e sentimento, caratterizzati da una prontezza descrittiva che li rende simpatici e che sembra isolarli nella loro vita e nella loro esperienza vissuta. Sono ritratti rappresentativi della contemporaneità, a cui il bianco-nero impone, in  un certo senso, un realismo romantico che finisce per trasformare il soggetto a simbolo, in quanto coglie l’essenza del modello, il suo carattere, l’immediatezza, quale indizio di vita.
Gli sfondi, o gli spazi d’inserimento, si trasformano in ali di angeli che si associano ai ritratti in un’inquietudine direi impressionistica e risolvono le apparenze della memoria, regolando i rapporti di luci, di spazi, di volumi e ne collegano anche la suggestione, che grazie al bianco-nero perdura comunque. Una lieve vibrazione onirica diventa indice additante proprio nelle linee delle figure avvolte dalle ali degli angeli, per l’intensità assorbente del chiaro-scuro e delle linee figurali….

 

Appendini