Bressanello Giuliana

 17 marzo 2007

Il quadro dipinto non può essere solamente una superficie coperta da linee e da colori. È prima di tutto un accordo di idee, di pensieri, di intuizioni, di esternazioni, che formano un racconto pittorico.
In tale interazione visiva, vanno letti i soggetti tematici di Bressanello, referenti di una particolare indeterminatezza, declamata in segni e in variate cromie, dense e contrastate dal bianco del foglio. In appropriate strutture e in connotazioni immerse in spazialità di evasione realistica.
La composizione si concentra, costretta dalle corrispondenze segno-colore-sfondo, animate dagli equilibri e dai risalti, dai profili e dagli andamenti d’ordine. Nei quali, l’esigenza dinamico-segnica si fa essenzializzazione geometrica alla pari con le registrazioni cromatiche, nel cui tramite l’indefinibilità formale si associa all’attrattiva delle tinte e agisce ribaltando la consueta e comune percezione impressionistica.
La carta stessa, supporto dei dipinti, propone una modalità espressiva senza il coinvolgimento descrittivo, direi inutile, perché il filo conduttore sembra una fenice che risorge, che muta e risponde di quadro in quadro alle sue esigenze creative e di pensiero …
 
5 maggio 2012

I segni cromatici si prestano alle varianze di luce e di spazi. Il suo linguaggio pittorico potrebbe definirsi impressionismo gestuale, in quanto crea immagini mobili in risoluzioni liberatorie da interferenze formali e da convenzioni non essenziali.
È una pittura di sintesi, di azione e di qualità emotive. I segni pittorici, le macchie, gli intrecci, la preferenza per alcune tinte, i bianchi di fondo, creano precisi effetti stilistici, nuovi potenziali espressivi, identificabili nelle relazioni strutturali.
È un tachisme di spontanea e immediata trascrizione di ritmi e di spazi, significativo di risultati soggettivi di astrazione, di consonanza fantastica, che rintraccia le equivalenze figurali trasferendole nella moltiplicazione dei misteri di un mondo illusivo, riflesso, pieno di contrappunti.
La sintassi, sul piano visivo, tipica di questo ismo, non porta in un altrove, ma segue, nei tratti e nelle macchie, una riflessione esistenziale di sguardi reciproci, direi una riflessione filosofica, entro percorsi di indagine immaginaria, nell’intenzione di trovarvi la direzione di aggancio dei punti di vista, come provocazione.

Abbandono