Callegher Silvano

29 settembre 2012

Ventisette dipinti.  Paesaggi, nature morte, fiori, che manifestano anche l’immaginazione della realtà, in cui egli trova idee e sentimenti comuni di una condizione visiva che ha per asse portante l’ambiente vicino e lontano.
Ne fa linguaggio pittorico. Colori e forme definiscono momenti e situazioni localizzabili. Vi si può leggere quasi un rendiconto di ambienti, di spazi, di atmosfere, fatti del suo vivere, della sua esperienza, delle sue scelte, che non sono solamente riferimenti veristici.
Dalla realtà riprende  i valori espressivi e ne commisura ogni elemento pittorico: colori pastosi, forme concise, segni e volumi che seguono gli accostamenti e i trapassi di luce in cui sono immersi.
Le nature morte si offrono nella foga del colore e in una eloquente espressività, in modo da stagliarsi nette in ritmi precisi di composizione corretta, fuori da schemi comuni. Forme e colori talvolta intensi, non stravolgono la freschezza dell’immagine. Sono in accordo con i paesaggi nella disposizione creativa capace di cogliere i tratti più tattili, nell’incidenza degli effetti estetici, indispensabili ai valori formali e cromatici, che generano poesia nelle cose rappresentate. Tutto si combina nell’insieme compositivo, grazie agli accostamenti, alle proporzioni, alle luci e alle modulazioni….

Autoritratto con natura morta