Campione Pierluigi

17 dicembre 2005

Le foto esposte non riproducono aspetti ed espansioni paesaggistiche. Rivelano piuttosto pose e gesti di danza, strutture capaci di tradurre visivamente la molteplicità delle movenze, cioè la metafora stessa delle oscillazioni, nei momenti più caratteristici delle modulazioni e delle articolazioni, negli oggetti resi appariscenti dalle luci nella continua varianza delle ombre, liberate nella dimensione ambientale, in sospesa contemplazione: la conquista sempre diversa di passi nello spazio ritmico, quasi di collegamenti virtuali.
Senza filtri, usando pellicole sensibili, scatti opportuni e repentini, il tono originale dell’immagine avviene secondo l’andamento del viraggio luminoso, che diversamente sarebbe eliminato dal lampo del flash.
In tal modo, i corpi volteggianti modulano lo spazio con il loro volume che diviene tensione.
La concettualità di Pierluigi Campione è l’idea stessa della danza, iconicamente espressa in visione funzionale, ricca delle fondamentali prerogative di un immaginario concretizzato dalla tecnologia e consacrato da una logica dello scatto e della scelta del motivo, quale risultato delle possibilità proprie della composizione operata dall’artista: la sua interpretazione formale...    

 
4 gennaio 2014

Ventotto foto a colori e sei pannelli sviluppano una sequenza di coreografie spettacolari; giri e volteggiamenti di danza, riscoprendo un artista del clic che spazia nel mistero delle avanguardie e delle visioni caleidoscopiche di azioni ritmiche di energia trasparente. Tutte le posture si concentrano sulla rapidità con cui sono ripresi alcuni dettagli piuttosto di altri, in frammenti di attimi di spazio e di luce. Ad ogni scatto, una soluzione diversa nel trasparire del soggetto. Ad ogni minuto dettaglio se ne associa uno assai più breve. Frammenti di attimi in frammenti di luci, che catturano la sorpresa e lo spirito dell’evoluzione, la motivazione, la successione temporale, del visibilium et invisibilium. La figura iterata nella sua postura dinamica accentuata innesca un’azione scenica dalle qualità proprie del cinema.
Proiettata in pluri-dimensionalità nell’ambito dell’energia e dei ritmi della danza. L’occhio prolungato dell’obiettivo rivela l’immagine artisticamente interpretata. L’uso sapiente dell’attrezzatura, l’esperienza di tanti anni di attività, di mostre, di successi, di sperimentazioni hanno trasformato il suo stile fotografico, con singolari illuminazioni e giochi di luce, in valori un tempo propri solamente della pittura, creando sorpresa, mistero, ambivalenza di toni e mezzi toni, di luci e di riverberi, di progressioni filmiche assai espressive… La danza fluisce nella foto che si mette in ritmo e in azione.

Le chapeau des merveilles