Carloni Pietro

9 febbraio 2013

Aperta e conclusa con grande successo, questa mostra importante si snoda in due sezioni: quadri di grandi dimensioni (e tre mini quadri che superano in densità espressiva il bozzetto) e una serie di borse dipinte su tipici rimandi visivi e cromatici.
Pennellate  larghe  e circolari. Cromie più o meno dense e variate su gamme privilegiate. I soggetti si trasformano in percorsi creativi dagli spazi carichi di vibrazioni interne al colore, ottenute ripartendo i toni in geomorfologie che sembrano prolungarsi e allargarsi le une nelle altre superando l’astrazione, quasi a fermare il tempo della scena.
Reagisce all’ordine prestabilito delle forme, obbligate nelle borse, nella gradualità dei colori, solo a volte solcati da tratti neri corposi, che delineano la struttura senza irrigidirla, seguendo una struttura circolare.
La risonanza frontale si accentua attraverso i toni cromatici vicini, lasciano alle sfumature lo slancio di percorrere le superfici colorate, in cui tutto si dispiega in sintesi.
Nelle borse, la successione di forme separate mantiene il nesso estetizzante determinato dallo stile che “si comunica nel farsi simbolo del comunicabile” come direbbe W. Benjamin.
È stato presentato al pubblico da Siro Perin...

 

Amo